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Virtù del diario di Viaggio

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Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (John Steinbeck)

Si, i viaggi fanno le persone, ma cosa ci rimane di questi viaggi nel tempo?

Possiamo rivivere frammenti di quell’esperienza attraverso le fotografie, i video, qualche souvenir forse, ma nel complesso la maggior parte delle emozioni che abbiamo provato andranno perdute come lacrime nella pioggia, citando la celebre frase di un film (perché il cinema è un altro mezzo per viaggiare stando comodamente seduti in poltrona).

Quando viaggiamo siamo travolti dalle più diverse emozioni, si alternano felicità e paura man mano che scopriamo posti nuovi, e questo turbinio di sentimenti ci rimane addosso fino all’ultimo gradino della scaletta dell’aereo che ci riporterà  a casa, dopo torniamo alla solita routine,  alla nostra vita regolare, e piano piano scopriremo di avere ricordi sbiaditi di quelle irripetibili giornate.

Tenere un diario di viaggio ci può aiutare a rivivere quelle sensazioni una volta che saremo rientrati, registrando frammenti delle esperienze che stiamo facendo al fuori della nostra quotidianità. Quando visitiamo posti nuovi i nostri 5 sensi vengono stimolati continuamente, fermarsi ogni tanto e provare a metabolizzare su un piccolo taccuino quello che proviamo per la prima volta ci aiuterà a indagare meglio il nostro io interiore, ad analizzare con calma quello che ci circonda e fare un bilancio della nostra visione del mondo, spesso schiava di preconcetti per cui viaggiare è il miglior antidoto. In questo modo riusciremo anche a tenere traccia del nostro viaggio interiore, che va di pari passo con quello compiuto dal corpo, ed è quello che più ci segnerà una volta tornati a casa. La vita di tutti i giorni spesso, a causa della sua ripetitività, dello stress, delle preoccupazioni  che la abitano, anestetizza la nostra capacità di fermarsi un attimo a meditare sul corso che sta prendendo la nostra esistenza. Esplorare, spostarsi, muoversi nel mondo, sono balsami per la mente, liberata dal fardello della quotidianità, libera di spaziare verso orizzonti nuovi, stimolata da un esperienza che risveglia in noi la voglia di pensare.

Non è un caso che molti diari di viaggio si siano trasformati in splendidi romanzi, viaggiare apre la mente e ispira il nostro lato più artistico, migliora le nostre capacità di scrittura permettendoci di esprimere liberamente qualcosa che ci teniamo dentro e che forse per pudore o mancanza di tempo troppe volte non esterniamo.

Un domani potremo risfogliare quelle pagine e trovarci a ripercorre gli stessi itinerari, osservando da lontano la persona che eravamo, mentre scopriva luoghi che avrebbero contribuito a formare la sua personalità e il suo modo di vedere il mondo e affrontare la vita. Un diario di viaggio ci tornerà utile anche per motivi più pratici, se vorremo tornare in un posto avremo a disposizione una guida turistica personalizzata, che conoscerà i nostri gusti, ci eviterà di rifare gli stessi errori e ci permetterà di scoprire lati nascosti di un particolare luogo che avevamo trascurato durante la nostra prima visita.

Scegliamo un nostro stile, facciamo scorrere i nostri pensieri liberamente sulla carta, anche in modo disordinato volendo, senza filtri, d’altro canto è qualcosa che scriviamo per noi e deve rispecchiare fedelmente il nostro stato d’animo. Scriviamolo sul momento, oppure aspettiamo la fine della giornata per fare un mini resoconto. Aggiungiamo schizzi, disegni e scarabocchi, alleghiamo biglietti, scontrini, tracce del nostro passaggio in una terra che non ci appartiene, rendiamo vivo il nostro piccolo diario, facciamo in modo sia il più bel souvenir da custodire gelosamente.

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