Paolo Longarini sul blog Quotus

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Certi scrittori hanno la capacità di parlarti di cose serie con la leggerezza che dovrebbe esser riservata a quelle meno importanti, un dono che non si può insegnare, e quando lo si trova nella penna di un autore ci permette di osservare e capire la realtà attraverso una chiave di lettura che avevamo già sotto gli occhi, ma non eravamo in grado di decifrare. Questa leggerezza è propria di autori come Stefano Benni, Daniel Pennac, Italo Calvino… I quali ci hanno dato nei loro libri una visione del mondo strettamente personale e al contempo universale, capace di parlare al cuore di milioni di lettori in tutto il mondo.

Questa breve premessa ci è utile per introdurre uno scrittore come Paolo Longarini, il quale fin dai suoi esordi, ha mostrato di appartenere a quelle piccola nicchia di persone in grado di raccontare i nostri tempi, con la levità propria dei grandi conoscitori dell’animo umano. Nel suo blog personale e sulla pagina facebook “Servitevi da soli” dove raccontava in forma romanzesca le sue esperienze quotidiane di venditore, abbiamo assistito negli anni ad una sfilata di variegata umanità, narrata con l’umorismo di chi è in grado di cogliere in ogni persona, dopo uno sguardo o averci scambiato qualche parola, quelle che sono le singolari peculiarità che la rendono unica e degna di esser raccontata. C’è qualcosa di poetico nel saper leggere le persone ed essere in grado poi di comunicare agli altri quanto scoperto, con uno stile in grado di far germogliare una risata e una riflessione. Far pensare grazie all’ironia, la cosa più difficile che si possa fare. Ecco Ironia è la parola chiave, il grande Maestro Mario Monicelli sosteneva come in qualunque forma d’arte fosse necessaria, senza di essa qualunque opera si secca e appassisce con il passare del tempo. Nelle opere di Paolo Longarini l’ironia è l’ingrediente fondamentale, quello che unisce i puntini e fa apparire il disegno completo, sia che si parli delle sue piccole avventure autobiografiche, sia che si parli del suo primo romanzo drammatico “Brando”, dove l’intrattabile anziano protagonista ripercorre per noi una vita che di divertente avrebbe ben poco, ma che nelle sue pagine non può non strapparti malinconiche risate.

Avremo l’enorme piacere di ospitare Paolo sulle pagine del nostro Blog Quotus nei prossimi mesi, ci darà la sua versione dei fatti su alcuni temi, si inizia subito lunedì 12 dicembre con un articolo dal titolo “Le emozioni non sono tutte uguali”, dove si parla tra le altre cose del Natale, dell’infanzia e della gioia di abitudini perdute. Siamo sempre stati suoi grandi fan, perché siamo convinti ci sia bisogno di persone come lui, che scrivono non per sfizio, per moda , per lavoro, ma semplicemente perché è un’urgenza quasi fisica, una forma di dipendenza bellissima che porta a dover riversare su carta ciò che non si riesce a tenere dentro. Paolo, per fortuna, soffre di questa dipendenza, e a noi non rimane che metterci comodi e goderci uno dei più interessanti talenti letterari venuti fuori in Italia in questi ultimi anni.

A questo punto abbiamo parlato anche troppo, non ci resta che darvi appuntamento sul nostro Blog lunedì, Paolo Longarini lo troverete già lì ad aspettarvi.

Comments (1)
  1. Manu ha detto:

    Su Paolo Longarini la pensate esattamente come me. Grazie. Manu

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